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i Dossiers
di EssErre, alcune delle storie speciali apparse sulla mailing ...
Odissea
nella Perversione REMIX 04
di Luca
Nella nostra
straordinaria odissea per le città nipponiche di cose
strane ne abbiamo viste. Spesso ci siamo domandati il
motivo di tante pratiche sessuali bizzarre e perverse. Le
motivazioni dietro tanti chiodi fissi per attivita' che
poco hanno a che fare con il sesso e la sessualità.
Secondo noi tutto è legato nel loro modo assurdo di
vivere. In ultima analisi frutto di una lunga e rigida
repressione a tutti i livelli. Adesso lasciamo a voi le
sentenze di questo tour nella terra del Sol Levante. Ecco
la prima parte:
Vado & vengo
Abbiamo iniziato questo
"viaggio" da Tokyo. Nel quartiere a luci rosse della
capitale una sborrata con una bella e giovane studentessa
che presta il suo bel visino per farselo imbrattare da un
cliente costa circa 15,000 yen (250 mila lire). Succede
nei Pink Saloons di Shasei Sangyo, proprio nel cuore di
Tokyo, i migliori locali della sborrata a catena. Se si
desidera eiaculare in faccia a due belle figliole con gli
occhi a mandorla, il prezzo è a forfait e si risparmia
pure. Incredibilmente esiste anche l’optional contrario:
il tris-ejaculator lo chiamano “Bukakke Setto” ossia tre
maschi che vogliono vedere i loro orgasmi sul volto di una
sola fanciulla, possibilmente di aspetto lolitesco e con
il sesso ben rasato (l’età è sotto tutela della privacy).
In tal caso la modica cifra di 600 mila lire si può
dividere per tre ed è abbastanza conveniente.
Attualmente, esistono oltre 3000 saloni solo in questo
quartiere, dove si riversano quotidianamente circa 360
mila giapponesi, che spendono l’equivalente di oltre 300
milioni di lire al giorno, circa 100 miliardi l’anno in
eiaculazioni varie. La perversione nipponica comanda cifre
da capogiro inimmaginabili da noi in Italia. Tutto è
business tutto ha un costo (salato) e tutto è lecito.
Il Sushi
Siccome la concorrenza della
prostituzione libera è fortissima (le studentesse fin da
giovanissime la praticano in modo segreto un po' ovunque a
prezzi di favore, nei bagni pubblici o in mini party, via
Internet o con il cellulare), le innovazioni sono una
costante per poter stare sempre al passo con le mode. Per
esempio ci sono locali dove le ragazze si travestono da
famose star del cinema, oppure dove il cliente canta in
Karaoke la sua canzone preferita mentre si fa masturbare,
o ancora, locali dove il cazzo viene avvolto in una foglia
d’alga prima di essere avidamente coccolato dalle golose
boccucce di due ninfette senza scrupoli. Costo del
singolare sushi 15 mila yen poco più di 280 mila lire.

La fresia eiaculatoria è un
termometro che segna sempre un altissimo grado di febbre
erotica, senza esclusione di colpi: si sborra dappertutto
e su qualsiasi cosa! Oltre che sul volto su mani, piedi
collant, carpe, stivali, cappelli e cibo.
Tra colleghi di lavoro essere "Yarashi", "Eccih" o "Sukebe"
rispettivamente "Mandrillo" "Allupato" e "Maiale" è
sinonimo di virilità ed affermazione. Come anche avere
molte amanti il più giovane possibile. Più hanno amanti
giovani e più si viene rispettati ed invidiati. Questa è
una società dove l’età per le donne è cruciale. Una donna
singola dopo i 30 anni ha grossi problemi nel trovare
marito perché considerata gallina vecchia neanche buona
per il brodo.
Essere "Fetish Freack"
ovvero un malato di feticismo è il massimo in assoluto,
uno status che si ottiene solo dopo tante visite nei
locali più strati e perversi. Ad Osaka c’è persino un
posto che attira i fan dello sperma proponendo al cliente
il “tutto gratis” ..........

……...chiamato anche “Viking
Style” appunto stile Vichingo o Barbaro; sinonimo per i
giapponesi di chi prende quello che vuole senza pagare. Il
cliente, infatti, non paga se è in grado di sborrare tre
volte nell’arco di un’ora. Insomma, l’industria del sesso
in Giappone, è la migliore del mondo: la più estrema, la
più bizzarra, la più perversa, spesso la più allucinante.
Non soltanto nelle "merdopoli" come Tokyo & Osaka. Anche,
l’ultimo paesello di campagna come Moteghi, Otaru,
Ureshino o Shimizu possiede un bordello e lavorano a pieno
ritmo 365 giorni l'anno.
In Giappone attualmente esistono non meno di 150 mila (si
avete letto bene 150 mila) club nei quali lavora tutte le
sere più di un milione e mezzo di hostess. Si pratica ogni
forma di sesso possibile, nessuna fantasia è esclusa:
feticismo dell’orina, coprofilia, sperma, sadomaso,
bondage, disciplina, spanking (sculacciate), clisteri,
saliva, sangue mestruale, piedi, ipertricosi e
depilazione. Sogni e fantasmi diventano qui realtà vestite
di sesso. L’erezione virile è una costante, la vagina
bagnata una norma. Problemi morali? Semplicemente non
esistono. La religione? Non mette mai il naso nel sesso e
i suoi bizzarri riti. È tabù avere dei....tabù.

In questo strano paese, l’industria del sesso è in buona
salute, l’espansione di locali e veri e propri supermarket
del sesso, sembra non aver ostacoli anzi è agevolata.
Basti pensare che nei locali viene sempre rilasciata
regolare ricevuta. Domanda: “Perché chi si va a farsi
svuotare le gonadi nei modi più impensati desidera la
ricevuta?” Semplice: perché se la può scalare, la manda in
detrazione. È un costo come tanti. Le aziende giapponesi
hanno una voce la “Kosai hi” letteralmente “spese di
rappresentanza o intrattenimento” dove molte spese (spesso
poco chiare) possono essere scaricate anche se il
beneficiario è un dipendente della stessa azienda.
È un fatto culturale dopo una
settimana di duro lavoro andare al ristorante o bar e poi
a troie, tutto a spese dell’azienda che vede questo
costoso esercizio come un modo per tenere alto il morale
ed assicura la ormai mitica fedeltà dei suoi schiavi. Tra
colleghi di lavoro farsi fare una pompa contemporaneamente
da bimbe in rigorosa divisa da segretaria o scolara è un
modo efficace per rafforzare il “male bonding” tra
dipendenti, essenziale per lo sviluppo del “team spirit”
su cui le aziende si basano.
Se si tiene particolarmente
ad una vendita o contratto e si vuole far bella figura con
un grosso cliente, a Tokyo vi è un locale dove i pavimenti
sono specchi e le cameriere, tutte delle giovanissime
ninfette in minigonna senza mutande, ovviamente rasate
come il codice locale richiede. Costo di una cena
standard: dal milione di lire in su a testa. In questo
insolito ristorante occorre prenotare ben tre mesi prima
perché i politici della capitale sono letteralmente di
casa tutte le sante sere.
Gli Hostess Bar
Si tratta
della forma d’intrattenimento più classica. È impossibile
sapere quanti sono, migliaia solo a Tokyo. I più famosi HB
sono a Kobe. Si tratta di piccoli bar dove la proprietaria
detta “mama san” gestisce 6/8 ragazze travestite da belle
donne. Le ragazze sono addobbate in modo volgare ed
appariscente per stimolare la fantasia dei clienti. Gli HB
sono tappa di rigore dopo cena per bere (solitamente
cognac o simile annacquato) e socializzare. Una volta
seduti sul mini divanetto squallido, si viene circondati
da ninfette che ti trattano come se fossi Richard Gere o
Brat Pitt. Questo spompinarli cerebralmente fa sentire i
giapponesi appunto belli, virili, ricchi, importanti e
vezzeggiati. Per i poveri dementi si tratta del massimo,
il top. Se poi le hostess sono straniere e bionde
(solitamente australiane o californiane) una vera e
propria leccornia.
Di sesso vero (e non immaginato) nel locale
non ne fanno. Se dopo tanto discutere di stronzate varie,
un cliente si eccita volendo passare dal virtuale al
reale, con molta discrezione, può esprimere tale desiderio
alla padrona del locale. Il tutto inizialmente avviene con
una breve negoziazione fatta di cenni, occhiate e
bisbigli, si conclude con la marchetta della ragazza
prescelta in un hotel poco distante.
E' forse il modo più costoso per chiavare; un paio d’ore
nel bar, drinks compresi, può costare anche un milione di
lire poi c’è l'albergo, la mazzetta alla padrona (mai meno
di 20 mila yen) e la tariffa della hostess portano il
costo della seratina morattiana sui 3/4 milioni in alcuni
casi anche 10 milioni di lire.
Per i più ricchi, ci si può anche accordare
per l'affitto della hostess a tempo pieno (tutte le sere
dopo lavoro e la domenica), i prezzi sono sconcertanti.
Oltre all'affitto dell'appartamento della ragazza
solitamente 2 milioni al mese va aggiunto il suo fisso che
può essere una cifra tra i 4 e 6 milioni con il 25% che va
nelle tasche della padrona del locale. Ovviamente dopo
ogni ciulata è educazione lasciare sul comodino un regalo
oppure una sacrosanta bustarella con non meno di 30 mila
yen. Quello di avere l'amante hostess in affitto è l'hobby
dei pezzi grossi, roba da magnati. Altro punto
interessante dell’inusuale “rent-a-whore” e che la si può
prestare a clienti o amici che vogliano farsi una bella
scopata senza avere la palese sensazione di essere con una
troia. Della serie: “Adesso le spacco anche il culo, tanto
non pago io!!!”.
Seconda Parte
Nel panorama sessuale del
mondo il Giappone si è creato una nicchia tutta
particolare. Qui qualsiasi “fetish” o fantasia può essere
assecondata. Si vive il sesso in modo astratto e del tutto
lontano dalla realtà, quasi fosse una pratica più mentale
che fisica. Si toccano livelli di perversione francamente
mai ne visti ne tanto meno immaginati prima. Eccovi la
seconda parte del mega-tour nipponico.

Violenza carnale? Si grazie!
Nel quartiere Waseda di Tokyo, per
esempio, si può giocare a stuprare una giovanissima
scolara addormentata: 500 mila lire l’ora! La ragazzina
finge di essere stata narcotizzata e si sottopone a
qualunque perversione, dalla sodomia (molto di moda)
all’urofilia persino il gang-bang ovvero orgia con tre
maschi contemporaneamente. Quello dello stupro è una
fantasia ricorrente, che incredibilmente viene servita
in tutte le salse soprattutto nei in molti film porno. I
giapponesi, trovano particolarmente eccitante lo stupro
tra colleghi d'ufficio ai danni di una "povera" ragazza
vestita da segretaria. È un modo anche questo per
scaricare lo stress quotidiano. Costo della prestazione?
Dal milione di lire in su a seconda della durata e delle
performance richieste. Quello che ci ha sbalordito, è
che spessissimo in questi locali pagando un 20% in più
si possono ottenere prestazioni non protette (senza
preserva). Se si calcola l’alto numero di clienti che
ogni sera vengono serviti, non è difficile immaginare
che le malattie veneree sono a dir poco rampanti.
A Osaka, esiste un club
molto di moda, con spesso file interminabili, la cui
specialità è quella di permettere ai clienti di
insultare volgarmente la hostess, di trattarla come
schiava sessuale ed infine, di sbrorrargli in faccia e o
orinarle in testa (a seconda dell’optional pattuito). In
un altro club affine il cliente pratica clisteri di
latte o coca-cola o birra alla ragazza scelta nell'ampio
catalogo disponibile, per poi farseli spurgare addosso:
tutto normale, tutto permesso e tutto per godere. Costo
della prestazione non meno di ben 300 mila lire a
cagata. Farsi urinare in bocca è decisamente più a buon
mercato dalle 150 mila alle 250 mila lire ed è
categoricamente vietato toccare la ragazza. Chissà poi
perché farsi pisciare in bocca e non poterla toccare,
stranezze locali inspiegabili.
A che gioco
giochiamo?
Tre ore di treno e si torna
nella capitale nipponica, dove ci sono gli “Image Club”
(almeno 50 solo a Tokyo) che sono specializzati in
giochi di ruolo detti “Role Play”. Ci si camuffa o
traveste da Samurai per conquistare le grazie di una
bella principessa in kimono, o in pilota d’aereo per
farsi fare un lungo pompino da una stewardesse mentre si
tiene la cloche di un 747. In tal caso “l’ingoio ad alta
quota” costa 15 mila yen in più. Con circa 10 mila yen
poco meno di 170 mila lire in più si possono scegliere
le divise più impensate, come la divisa da addetta al
banco di Mac-Donalds, da Race Queens (modelle corse
auto), da O.L. (office lady) segretarie di grandi
aziende, da infermiera e da guida turistica che in
Giappone hanno un'apposita divisa con tanto di
cappellino, sul quale l'eiaculazione è molto ambita.
Per 25 mila yen l’ora (poco più di 400 mila lire) si può
affittare una camera dove è stata ricostruita una
carrozza della metropolitana. Il cliente entra nella
carrozza e può molestare a suo piacimento una delle
ragazze che aspetta impassibile. Lei per avvallare in
pieno una comune fantasia locale inizialmente rifiuterà
la fremente “mano morta” poi lentamente e
silenziosamente acconsentirà a farsi palpeggiare e
molestare. Si termina con lei che gli fa una bella
“sega”.
Per dare un aspetto più veritiero alla messa in scena il
tutto accade ovviamente vestiti e con tanto di effetti
sonori, treno, annunci fermate e via dicendo. Al termine
della a dir poco inusuale sega; per non lasciare che il
cliente torni a casa con i pantaloni imbrattati di
sperma un’apposita addetta del locale provvede a
smacchiare eventuali sbrodolamenti. Il tutto nella
massima efficienza e senza turbamenti o sensi di
vergogna. Il giorno dopo ci si vanterà di essersi fatti
fare una "mano" nella Yamanote Line di Tokyo, qui, un
evento da ricordare nella loro vita piatta e noiosa.

Le fantasie sono
tutto
Quello dei ruoli è un vero
e proprio chiodo fisso per il maschio giapponese medio.
Essendo tutti incastrati in gerarchie ferree. In
Giappone vi sono migliaia di divise un modo come tanti
per appiattire la personalità l'individuo. Tra le
fantasie più ricorrenti ed alla moda; lo stupro in
divisa da studentessa, la per soddisfare la sete di
amplessi con divisa si arriva al comico. Infatti nei
sobborghi di Yokohama si trova un singolare locale
specializzato nelle copule imitando animali come il cane
o il gatto, perfino l’asino. Nel gioco dell’asino due
uomini ragliano fino a quando non finiscono per
“montare” a turno una ragazza, sempre con i volti
coperti da maschere di plastica, scomode oltre che
buffe. Una recente indagine sui feticci tra i lettori di
un noto giornale porno, ha rivelato un divertente quanto
preoccupante risultato. Ottenuta intervistando maschi
tra i 30 ed i 50 anni, è stato possibile formare una
singolarissima "top10-del-pervertito-nipponico" dove si
notano chiaramente le fantasie erotiche del paese. Tutte
fantasie generate da secoli di frustrazione sociale.
Ecco lo sconcertante ma anche divertente risultato:
1. Sborrare
in faccia alla segretaria (29%)
2. Sborrare in faccia alla moglie del superiore (20%)
3. Inchiappettarsi una giovane studentessa in divisa
(14%)
4. Stuprare la migliore amica della figlia (10%)
5. Sborrare in faccia alle addette ascensori dei grandi
magazzini (8%)
6. Una pecorina con stewardesse nel cesso dell’aereo
(7%)
7. Vedere una giovane ragazza pisciarsi addosso in
pubblico (5%)
8. Collezionare una mutanda sporca di una diva (4%)
9. Sodomizzare frustandola una bionda corposa americana
(2%)
10. Annusare le mutande sporche della figlia del vicino
di casa (1%)
Questo è il mercato, e
queste sono le discipline di chi lavora per soddisfare i
milioni di clienti che ogni sera invadono i quartieri a
luci rosse chiamati Pink Town (città rosa). Non ci sono
tabù, o proibizioni. Tutto è possibile, naturalmente
basta pagare.
Non rompetemi
le uova d'oro!!!
Nel vastissimo panorama dei
servizi sessuali che il Giappone offre non poteva
mancare un pizzico di omosessualità. Ad Umeda, nel
centro di Osaka all'ultimo piano di un elegantissimo
palazzo si trova il "New Half Story" locale dove si
possono affittare i new half appunto, letteralmente
tradotto come Nuove Meta' ovvero i "viados". Negli
ultimi anni vi è stato un vero e proprio boom di queste
schifezze umane che spesso sono ospiti molto richiesti
in TV o sotto forma di Drag Queen nei locali più in
delle grandi città. Vengono visti come personaggi da
circo e pertanto fanno audience.
Se si vuole rompere il culo
ad un grazioso "New Half" il costo va dalle 15 mila yen
(250 mila lire) fino ad un massimo di 50 mila (850 mila
lire) per delle vere e proprio ammucchiate. Il prezzo è
determinato dal "Kin Tama" e "Kin Tama nashi" ovvero con
o senza i coglioni, dove "kin tama" tradotto sta per
“Uova d'Oro” espressione demenziale nipponica per
descrivere le palle appunto. Se hanno i coglioni costano
meno perché sono ancora biologicamente uomini, stranezze
locali, anche perché chi non li ha più, spesso è pur
sempre dotato della sua bella bega. Il menu comprende
sega detta anche "fashion masssage" (massaggio alla
moda) pompa rigorosamente con l'ingoio e ovviamente
sodomia. Se invece il cliente oltre che darlo in culo lo
vuole anche prendere la prestazione è "service" ovvero
gratis. Si finisce per pagare un ragazzo travestito da
donna per prenderlo in culo.....incredibile.
Terza Parte
Nella terza parte
abbiamo cercato posti e locali meno estremi e
perversi. Volevamo vedere se era possibile per questo
popolo di oltre 120 milioni fare sesso senza l’uso
profuso di fantasie e manie da malato di mente. Ci
siamo riusciti solo in parte ed ancora una volta il
maschilismo latente ha imperato fino al disgusto e la
nausea assoluta. Dal samurai ad oggi il rispetto per
la donna in queste isolette lontane e sfigate è ancora
considerato un optional noioso e da evitare quando è
possibile. Una vera vergogna. Ecco l'ultima parte:

Per chi cerca una
“sveltina” vestito, con solo la bega fuori, masturbato
e leccato da una deliziosa signora in rigoroso kimono
di Kyoto, nella più grande discrezione di una
stanzetta, ci vogliono la bellezza di 500 mila lire.
Per i più esigenti c'è il "madre & figlia" dove ti
lavano, massaggiano ed infine ti sparano una sega per
poi gustare il tuo sperma. Il costo di tale delizia?
Dai 40 mila yen circa 700 mila lire per la pompa base
fino ai 60 mila yen circa 1 milione di lire per la
pompa col travaso.
Il P&A Plaza di Shibuya
propone una capsula spaziale, una giungla artificiale,
un pezzo d’isola deserta, sempre con fanciulle nude
che si occupano del cazzo a tre alla volta. Si arriva
perfino ad un gabinetto finto sporco per poter
assistere alla defecazione di due belle figliole e poi
optional si viene imbrattati di cioccolato. Ma sono
soprattutto i Love Hotels che i giapponesi amano di
più. Sono alberghi attrezzati ad ore solo per ciulare.
Si tratta di ciulodromi modernissimi dove non si vede
mai nessuno, alla reception ci sono solo le foto delle
varie stanze. Si preme il bottone della camera scelta
e si va nell’alcova. Dopo la trombata si esce e si
paga in un’apposita fessura dove non è possibile
vedere nulla. Il costo varia a seconda delle
attrezzature della camera, in linea di massima tra le
30 mila e le 50 mila l’ora preservativi (solo due)
compresi.
L'ESPRESSA
Il massimo dello
squallore sono i locali della “pompa espressa”. Si
tratta di locali gestiti come i “pip” show di Londra,
ovvero tante piccole stanze completamente vuote con
solo dei buchi sulla parete. Si solo un buco per il
cazzo e basta. Il cliente una volta pagato il pedaggio
all’entrata un po’ come nei nostri cinema, non deve
fare altro che mettere la fava dentro il buco. Si
suppone che dall'altra parte del muro sia una (bella)
ragazza che provveda alla pompa. Forse anche per il
fatto che costano relativamente poco, circa 50 max 70
mila lire a servizio, rappresentano indubbiamente il
punto più basso in assoluto che una persona possa
raggiungere, indiscriminatamente da che parte della
parete si stia. Nonostante tutto, per coloro che
lavorano solo di fantasia farsi spompinare e non
vedere da chi gli è il massimo.
In questi ultimi anni di
crisi economica questi flipper della pompa stanno
avendo un boom straordinario. Sono sempre strapieni
nonostante la velocità del servizio. I clienti
riescono a fare tempi degni di uno stop ai box in
Formula Uno. Trattasi dell’esatto contrario, invece di
fare il pieno, il giapponese che va al buco “svuota” e
lo fa in non più di 1/2 minuti. Del resto se non
termina entro 5 viene cacciato per dar posto al
successivo cliente. Ci è stato detto che è una cosa
molto rara, il più delle volte è talmente tanta la
foia che questi sborrano prima ancora di inserire il
“brufolo” nell’apposito buco, finendo dritti come
missili nella catinella riposta (appositamente) sotto
il buco stesso. Alcuni gestori ci hanno assicurato che
le pompinare siano tutte ragazze straniere, cinesi,
coreane e vietnamite. Noi tutto sommato ci abbiamo
creduto poco.
DOMANDA: E se dietro al
buco ci sono delle scimmie ammaestrate?
La nostra amara
conclusione è che pratiche che le persone normali
trovano a dir poco angoscianti i giapponesi le
ritengono altamente eccitanti oltre che intriganti.
LA SPONDA
DI LESBO
Nella terra del sol
levante anche le mogli frustrate dai mariti che
eiaculano altrove, possono trovare la loro
soddisfazione sulla sponda di Lesbo, con hostess
esperte che praticano la sodomizzazione, l’urofilia,
il bondage e anche il sadomaso un tantino cruento.
Insomma il pranzo è sempre servito con grandi tavolate
di leccornie sessuali senza limiti. Il tutto nelle
regole, nella legge, nel diritto alla libertà. La
polizia non interviene, non ne ha il motivo, la
licenza in Giappone è una regola, un costume.

Secondo un recente
sondaggio, il 57% dei Giapponesi tradisce la propria
moglie frequentando questi locali, ma le donne
attualmente, si stanno allineando e li ricambiano di
pari misura con le “geishe saffiche”. Akira Narika,
per esempio, soddisfa ogni desiderio della casalinga
frustrata al modico prezzo di 25 mila yen o 400 mila
lire a seduta. La seduta comprende masturbazione,
cunnilinguo, coito con vari cazzi di gomma di diverse
misure e urofetish. Negli ultimi anni si sono fatti
spazio i Strip Bar per sole donne, i bordelli e le
agenzie per i “fashion guide” dove si possono
affittare stalloni per qualsiasi tipo di servizio.
Persino gli stranieri possibilmente cazzuti negri
americani o peggio africani, si prostituiscono tramite
apposite agenzie. Una casalinga annoiata si può far
“aprire” letteralmente in due da bestioni
perfettamente palestrati per 300 mila lire l’ora spese
escluse.
Insomma, la nipponia non
vede l’ora che scenda la notte per darsi alla pazza
gioia. Un bel esempio di civiltà per gli italiani che
si devono blindare in casa per paura della
delinquenza. Il comportamento “osceno” di una
giapponese non è contemplato come illegale. Ad esempio
la posa ginecologica è molto apprezzata, i bisogni
fisiologici sono ritenuti stimolanti per la
sessualità.
LE TERRE DEL
SAPONE
Altro tempio sacro del
sesso nipponico sono i “Soap Land” o “Terre del
Sapone”. Si racconta che esistevano fin dai tempi dei
samurai. Si tratta di grossi complessi tipo albergo
dove prima si sceglie la ninfa o ninfe e poi si entra
in grandi stanze bagno con enormi vasche munite di
idromassaggio e lettino. Dopo una frugale doccia si
viene fatti stendere sul lettino e spalmati d’olio.
Terminata la lubrificazione, inizia un lungo e ritmato
strusciamento corpo a corpo che termina in una
spettacolare scopata a smorza candela fino a quando il
cliente non “sborra” felice e contento tra olio,
sapone, umori, e sudore.
I veterani della
disciplina, raccontano che le giapponesi sono famose
per gli smorza candela oltre che per i loro pompini
spaziali. Lo strabiliante 93% di loro praticano sesso
orale abitualmente il 97% si fa sbattere a smorza
candela. Si racconta che le matrone di Kyoto ancora
adesso chiamate “mama san” per allenare le aspiranti
geisha inserivano nella vagina delle palline che la
fanciulla doveva trattenere o espellere a comando
senza l’aiuto delle mani. Cosi facendo elasticizzavano
le pareti della vagina ed imparavano a muovere i
muscoli vaginali a comando. Per anni, i samurai hanno
ritenuto la donna talmente inferiore da non essere
degna delle loro attenzioni anche sessuali. Per loro
lo sperma era sprecato sulla donna. I pochi che non
erano “culi” permettevano alle loro geisha di fottere solo
se potevano esibirsi in smorza candela sublimi, dove
lui rimaneva per tutta la scopata perfettamente
immobile.
Era rigorosamente vietato
il bacio e qualsiasi altro contatto al di fuori dei
genitali. Una volta terminato l’amplesso la geisha
aveva il dovere di sparire. Tale magia avveniva con
piccoli e studiati movimenti, dei rituali ben precisi.
Anche a scopata terminata gli insegnamenti della
matrona tornavano utilissimi. Infatti e solo
stringendo le labbra della mona affinché nulla non
coli sul prezioso “tatami” o tanto meno sui
preziosissimi kimono durante il rito del
disinserimento, che si evitano le ire del samurai e ci
si salvava dai lavori forzati. Solo il compagno (uomo)
della matrona era addetto a ripulire l’uccello del
samurai e servirgli del buon tè.
Ci siamo domandati come
fanno i clienti a districarsi in questa vera e propria
giungla di locali, hotels, bordelli e bar? È
abbastanza semplice, vengono utilizzate le riviste
specializzate. Sono decine pubblicate per lo più
settimanalmente sono la mappa giusta per il perverso
nipponico alla ricerca di sesso. Le pubblicazioni
riportano tutto in modo molto efficiente &
professionale con un'attenzione ai particolari,
generalmente riservata agli operatori turistici. Si va
dalla descrizione dei vari locali, mappe dettagliate,
listino prezzi, foto delle ragazze, voto sulle
prestazioni fino ai consigli ed offerte speciali, ci
sono anche buoni sconto. Insomma una specie di
“Gambero Rosso” della perversione a pagamento.
I PORNO
In ultimo abbiamo
lasciato i film porno. Un giro d’affari spaventoso, la
“Soft On Demand” azienda leader nel settore lo scorso
anno a fatturato la bellezza di 155 miliardi di lire.
Nel paese, si calcola che si possa toccare gli oltre
1,500 miliardi, tra produzione, affitto e vendita di
pornazzi. Prodotti con budget minimi, ne vengono
prodotti migliaia a settimana, tutti squallidissimi e
censurati per impedire la visione dei genitali, (lo
stupro è perfettamente permesso, ma i peli della figa
sono considerati offensivi) ma con appositi apparecchi
comparti per corrispondenza la visione può essere
integrale. Le attrici spesso ragazze molto carine (più
sembrano innocenti più sono richieste) guadagnano dai
20 ai 50 milioni per film che durano dai 60 ai 90
minuti. I film porno sono visti come uno dei
trampolini per arrivare a fare le ospiti a quiz
televisivi demenziali. Qui ospiti di quiz stupidi (ne
vanno letteralmente pazzi) non vanno persone comuni ma
le star, i viados e le ex porno dive. Insomma dalle
pompe alle domande in pochi anni. La carriera di una
porno diva nipponica di successo al massimo può durare
un paio d’anni, altre non vanno più in la di un solo
film.
I film porno, i video, le
foto fatte a minorenni non turbano più di tanto il
moralismo corrente. Qui non si sa mai veramente la
vera età di una ragazza, non esistendo l’obbligo di
portarsi dietro i documenti. Basta la parola come
autocertificazione, insomma o ti fidi o ti fotti!
Quel che è di Cesare che …sia dato a Cleopatra!
La prossima volta che
desiderate fare una vacanza costosa, esotica e
sessuale non dimenticate il Giappone la Disneyland dei
maiali, dei porci sessuali oltre che degli impotenti
sottodotati. Se Freud fosse venuto in Giappone si
sarebbe sicuramente ….suicidato.
Le olandesi in
Giappone
Si tratta della "Moglie Perfetta".
Provate ad immaginare una moglie silenziosa, che non
ha problemi nello starvi accanto e sciropparsi ore
ed ore di calcio, processi sul calcio, moviole di
calcio. Una moglie che sa stare sempre al suo posto,
che ascolta ma odia i pettegolezzi, che non spende
milioni in cosmetici, in vestiti, in scarpe. Una
moglie che ve la da ogni volta che ne avete
voglia nello stile Santa-maria-goretti, oppure
Maria-maddalena ma anche un'Alice-nel-paese-delle-meraviglie,
insomma cio` che molti potrebbero descrivere come la
moglie dei sogni.
Benvenuti nel mondo delle Dutch Wife
- le mogli olandesi che non hanno nulla a che vedere
con l'Olanda.

Sono le mogli di gomma, si avete
letto bene di gomma. Non si capisce bene perché in
Giappone queste bambole incredibili siano chiamate
Mogli Olandesi!!!
Esserre e' andato ad intervistare chi
le produce, tentando di scoprire per chi. Ne vedrete
delle belle.
Il padre (si fa per dire) delle Dutch
Wife - e' Hiedo Tsuchiya presidente della Orient
Industry Co. di Tokyo azienda leader nel settore. Il
Tsuchiya inizia l'intervista mostrando con orgoglio
una lettera scritta da un suo cliente che lo
ringrazia e lo esorta a continuare questa sua
"missione" ossia ideare bambole di gomma sempre più
belle ed attraenti, ma soprattutto sempre piu'
vicine alla realtà.
- Senza dubbio una realta` molto
reale ma solo per loro. -
HT: "Ne ricevo spesso di lettere
come questa. E' molto gratificante. Le Dutch Wife
non sono soltanto delle bombole o oggetti, possono
essere delle amanti incredibili anzi insostituibili
che possono dare anche piacere allo spirito."
– Avrei voluto ridere ma era talmente
serio che non ho potuto –
SR: "Sia gentile ci parli dei
suoi clienti."
HT: "Sono quasi sempre single dai 40 anni in
poi, ma da circa sei anni ossia da quando abbiamo
lanciato i nostri prodotti in Internet abbiamo
anche clienti sui 20 e 30 a testimoniare che
l'interesse sta crescendo anche tra i giovani."
Risponde fiero il presidente.
Quello che colpisce immediatamente e'
l'incredibile attenzione ad ogni singolo dettaglio,
infatti le bambole di gomma esposte sono tutte
vestire con capi firmati, Valentino, Armani, Channel
ed alcune persino con al polso orologi come Cartier
o Bulgari. Senza ombra di dubbio le tradizionali
bambole di gomma gonfiabili sono lontane anni luce.
Del resto la Sony da ormai qualche
anno ha messo sul mercato con grande successo AIBO,
il primo cane robot. AIBO e' andato letteraleme a
ruba tanto che la Sony oggi e' al terzo modello,
capace di fare quasi tutto meno che
pisciare, infatti questo fastidiosissimo passatempo
appartiene al passato per chi ha un AIBO. E'
forse questo il punto dietro la corsa ai
robot? Sostituire le cose fastidiose di una
vita con un cane o una moglie, veri? Un cane che
non abbaia e una moglie che non rompe le balle? Per
molte aziende nipponiche, si tratta di seguire
proprio questa direzione: la famiglia finta.
Entro nella showroon della Orient per vedere da
vicino questo mondo surreale.
Appena dentro ho un brivido che mi
corre lungo tutta la schiena. Che impressione vedere
tutte quelle ragazze...immobili come fossero
congelate nel tempo. Rimango senza parole. Noto i
vestiti fin troppo reali, come le scarpe, messe ai
piedi di chi non cammina.
Uno zelantissimo addetto assicura che
tutte le "creature" hanno un'abbigliamento intimo di
altissima qualita', come il reggicalse, ma anche il
tanga ed il reggiseno senza spalline per rendere
tutto il più sexy & attraente possibile.
Vorrei dire qualcosa, vorrei poter
urlare ma non posso. Continua a frullarmi nella
testa il fatto che forse e' questo il mondo che le
TdaC stanno creando, ma mantengo la concentrazione.
Interrompe i miei pensieri il presidente:
HT: "Non
sia cosi impacciato le tocchi pure, senza problemi
vedra' rimarra' sbalordito dalla qualita` del nostro
vinile & silicone purissimi. Le assicuro sembra
pelle umana!!! Mi creda non c'e` paragone con le
gonfiabili."
Cazzata, la pelle umana in special
modo quella di una donna sono un'altra cosa, ma
forse per chi si cala completamente in un certo
ordine di idee ed ha come termine di paragone i
canotti confiabili da spiaggia, questi zombi sono
decisamente il progresso, il futuro, il domani.
SR: "Ha ragione me ne fa trombare
un paio????" – ...avrei tanto voluto esclamare,
ma questo per loro e' un lavoro serio dove gli
investimenti sono rilevanti ed a giudicare dalla
presentazione una battuta delle mie avrebbe
sicuramnte solo provocato le sue ire.
La più bella di questo reame (di gomma) e` stata
chiamata Jewel 2 "gioiello" messa in vendita circa 6
mesi fa sull'onda del successo di Jewel 1 lanciata
circa 3 anni fa. Ci sono voluti ben due anni di
ricerce ed esperimenti (chissa` come e chi le
sperimenta) per questo capolavoro da 39 Kg ed un
metro e mezzo in altezza. Mi si fa ossercare la
totale assenza di cuciture a vista sia nelle
giunture degli arti, la testa ed il torso.
Incredibile perfezione nipponica.
Jewel mentre offre il suo bel
culetto...
SR: "Complimenti vivissimi un
lavoro direi perfetto, anzi oserei dire spaziale..."
HT: "Non solo, ma abbiamo anche migliorato
l'angolo d'apertura delle gambe per facilitare la
penetrazione."
Esclama entusiasta il Tsuchiya con un sorriso
malizioso anche'esso plastificato. Era evidente che
le migliorie non erano tutte constatabili ad occhio
nudo, serviva un test ben piu' accurato per
coglierme gli aspetti piu' importanti. Chissa` se
fanno fare il cosi detto "giretto" a chi e'
seriamente interessato all'aquisto? Della serie -
"Posso farci una pecorina? Sa vorrei essere sicuro
che sia veramente porca ed esperta!!!!" -

HT: "E' il frutto di tanti
sacrifici, ne abbiamo vendute più di 600 in tre
anni al prezzo di 600.000 Yen"
Al prezzo di poco meno di 4,700 Euro Jewel rimane
fedele al suo nome. Di colpo come per magia la mia
mente riprende a funzionare esce dal trance - alla
faccia della bambola di gomma - poco meno di 5 mila
Euro sono sufficienti a far scatenare il molto umano
sentimento della gelosia. Provate ad immaginare la
reazione di un soffisfatto possessore quando
nell'intervallo di Milan-Roma, un suo amico
ciulandogli la moglie olandese preso dalla foga e
dall'orgasmo disgraziatamente gli spezza un braccio,
magari del valore di mille euro!!!
Catalogo delle Duch Wife
Nello strano ma fin troppo vero
scenario di una stanza con tre esseri umani (di
cui 2 TdaC ndr) e 10 androidi immobili riprende la
simpatica (per modo di dire) conversazione.
HT: "Cosa ne pensa? Non la
trova carina ed attraente? Non la eccita?"
SR: "Molto, effettivamente mettendogli una
mano sul culo mi e' venuto un tirone manco fosse
un vibratore d'acciaio!!!"
Essendo in dirittura d'arrivo potevo finalmente
permettermi di dire la mia senza indugi.
HT: "Lei schezi pure, ma non
sono giocattoli sessuali e basta, sono la massima
espressione del livello di sofisticazione
tencnoligica che oggi vanta il Giappone"
SR: "Sarà sicuramente come dice lei. Per me
e' anche il simbolo di ben altro che e' unico di
voi Giapponesi....che non e' proprio un vanto
ma .... andiamo oltre..."
E' proprio il caso di dire che con
queste mogli si forma un legame eterno quasi
cattolico ossia un legame alla "finche` morte non
li separa." Ragionandoci sopra il proprietario
schiatta ben prima della moglie, il che pensandoci
bene non e` poi una cosa tanto strana manco tra
gli umani. E' proprio questo semplice ragionamento
la molla dietro il servizio offerto dalla Orient
la quale s'impegna a ritirare la bambola
gratuitamente quando il padrone ne ha pieni i
coglioni (forse sarebbe il caso di precisare,
quando lo sfigato si e` prosciugato i coglioni nel
tentare di soddisfare l'insaziabile moglie
olandese. ndr) oppure come sopra menzionato in
caso di decesso del padrone. Sempre che non lasci
a qualcuno l'uso non-stop della moglie. Della
serie <<... e al segarolo di mio cugino Luca
lascio vita natural durante le mie tre mogli
olandesi...>>
Ma non e' finita, la Orient
organizza anche il funerale delle bambole che non
sono più utilizzate con tanto di "cremazione" e
seppellitura presso il Shimizu Kannon-do al parco
di Ueno a Tokyo che dal 1631 e' il luogo dove
l'anima delle banbole sono consacrate. Tengo a
precisare che a quei tempi sicuramente si trattava
di ben altre bambole.
Catalogo delle Duch Wife
HT: "I miei clienti sono
attaccati alle loro Dutch Wife certi più che a
donne o mogli vere"
Sento che mi sta sfuggendo la situazione di
mano...
SR: "E te credo TdaC se non
altro in caso di divorzio non si paga il
mantenimento... giusto?"
Impassibile e sordo come chi non
vuol sentire il presidente termina l'intervista
con l'ennesima stranzata/spiegazione dell'uso
delle suo prodigiose bambole. Questa volta il
supera se stesso soffermandosi sul un lato
sociologico che a me effettivamente era sfuggito.
Option & pezzi di ricambio
originali
HT: "Pensi a tutti gli strupri
che si verificano ogni giorno nel mondo, con una
delle mie bambole molti uomini non sarebbero
costretti a violentare per fare del sesso."
A questo punto non mi ferma piu' nessuno, manco
fosse li in persona l'imperatore.
SR:
"Esatto in quando suppongo che lo stupratore medio
abbia voglia di spararsi 5 mila Euro in 50 kili di
gomma da stuprare fino alla noia e faccia
volentiari a meno delle vere vittime che essendo
"vive" gli danno un senzo di appagamente solo un
tantino piu' veritiero che tutte ste stronze da
lei prodotte....TestadaCazzodiGomma."
- Nasce il "TdaCdiG" proprio
nell'istante che vengo gentilmente ma
perentoriamente messo alla porta ed esortato a non
tornare -
Si trattava senza dubbio
dell'ultima frontiera del marketing per chi
costruisce questi costosi pezzi di gomma, belli,
sofisticati, politically correct ma alla fine
fanno lo stesso lavoro delle più misere ed
abbordabili cugine gonfiabili. Ma questo e' il
Giappone, e' il futuro, e' il progresso.
Che avete tanto da ridere??? Noi
italiani siami comandati e costantemente
sodomizzati da uno statista di anch'esso di
.....gomma!!!!
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